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Usa una strategia!

BRANDOLPH: Sire, il popolo ha sete.
DUCA: Sire, i mostri del fossato hanno fame.
RE: Inizio a intravedere una soluzione…


 

Parker&Hart

  Per chi si fosse sintonizzato solo ora, siamo arrivati al 2° consiglio su 7 per strutturare la propria realtà aziendale a prova di nuova normalità.
Come si evince dal titolo, oggi parliamo di strategia!
Dopo il successo del primo consiglio (Vd. “Non sparire”), con lo stesso articolato piacere, cercherò di presentarti strumenti concreti e curiosità stimolanti per affrontare questo nuovo punto:
USA UNA STRATEGIA!

Quando hai alzato la serranda della tua attività per la prima volta,
probabilmente hai pensato di esser stato stimolato da un’idea strategica, tipo:
“Fornire un servizio che prima non c’era e farlo benissimo!”
Questo non basta! È riduttivo!
Bisogna tener conto anche del contesto e di altri 427 fattori (circa)

Fare la battaglia del primo arrivato o del miglior prezzo, senza una ragionata strategia non porta da nessuna parte, equivale ad essere il primo a tentare la vendita del ghiaccio agli eschimesi,
di certo non il più sagace.

La vera strategia è qualcosa di tangibile, misurabile e rinnovabile.

Cos’è una strategia?

Il primo a scrive di strategia fu il generale Sunzi nel trattato “L'arte della guerra”, questo può darvi l’idea del rigore con cui questo concetto è stato contemplato.

Una strategia è una serie di misurate azioni, di breve-medio periodo, usate per raggiungere un importante obiettivo principale.

 Una strategia viene redatta, considerando tutte le variabili in gioco, pertanto, tutto deve esser monitorato costantemente e circoscritto entro un lasso di tempo ben definito.
(un business plan durata dai 3 ai 5 anni)

La strategia non può esser banalmente ridotta all'obiettivo di fare profitto.
I nostri propositi aziendali devono alzare l’asticella.
Le strategie devono pensare ad un arricchimento personale ma anche sociale.
Quello che il padre del marketing Philip Kotler chiama nel suo ultimo libro: Brand Activism.
Devi domandarti:
Cosa fa la tua azienda per il mondo?

 Ciò che non giova all'alveare non giova neppure all'ape

Marco Aurelio

 

Come si formula una strategia?

Prendi nota con carta e penna.
50% Dati esterni
50% Dati interni.
Q.b. Intuizione e Creatività

1° Definire la mission e la vision aziendale.

La Vision è l’ambizione più alta a cui aspira un brand, la sua ragion d’essere.
Sono quelle 7 - 10 parole che rappresentano perfettamente COSA vuole essere la tua azienda.
Scrivile e condividile con i tuoi collaboratori che, in ogni loro servizio, devono portare alta la bandiera dei tupi principi.
La Mission è il COME il brand vuole realizzare la vision attraverso azioni concrete.
Es:
Vision IKEA: Offrire una vita quotidiana migliore a molte persone.
Mission IKEA Offrire un’ampia gamma di prodotti di arredamento, ben disegnati, funzionali ed un pezzo così basso che più persone possibili possano permetterselo.
Vision di Lola la liutaia mancina: rendere la musica a portata di tutte le mani.
Mission di Lola la liutaia mancina: Creare strumenti musicali personalizzabili e, soprattutto, adatti ai mancini.

Che tu sia Lola o Ikea, scrivi la tua Mission e la tua Vision e accertati che tutti i tuoi collaboratori siano degni testimonial del tuo credo.
 

2° Analisi del mercato di riferimento.

Dove si trova la tua azienda? In quale contesto politico, economico, sociale, culturale, tecnologico e naturale?
Uno strumento molto utile per porsi le domande giuste è l’analisi SWOT.
Come funziona? In breve, è una matrice (una tabella) che definisce i punti espressi dal suo acronimo.

SWOT sta per:

Strengths = Forze
Weaknesses= Debolezze
Opportunities =Opportunità
Threats =Minacce

I primi due punti, forze e debolezze, si riferiscono all'ambiente interno. Riguardano quelle caratteristiche aziendali che possono danneggiare o aiutare il raggiungimento dell’obiettivo finale. Aspetti come:
L’organizzazione aziendale, le risorse finanziare e la propensione al cambiamento.
Mentre, le opportunità e le minacce riguardano l’ambiente esterno, quindi gli aspetti legati ai competitors e al contesto socioculturale di riferimento.

Es:
Lola la liutaia mancina.

Forze interne:
  • Decennale esperienza in un settore con pochi competitors diretti.
  • Servizio consegna strumenti a domicilio.
Debolezze interne:
  • Mancano nuove forze lavoro qualificate.
  • Capienza e accoglienza in negozio limitata.
Opportunità esterne:
  • Trovare collaboratori con un annuncio professionale su linkedIn.
  • E/O indire un concorso per verificare la qualità dei candidati.
  • Allestire una vetrina digitale che compenserebbe la mancanza di visibilità in negozio.
  • Creare dei video dove mostra la qualità del lavoro artigianale e così giustificarne i costi.
  • Affidarsi a servizi di spedizioni e resi esterni, così da dedicare il suo tempo unicamente agli strumenti.
Minacce esterne:
  • Aumento degli acquisti musicali di basso costo.
  • Store con ampio assortimento e angoli prova.
  • Covid-19 e le limitazioni che ne conseguono.
Quante opportunità esterne ci sono nella tua lista? Sono Esterne non Estranee al tuo essere! Sono l’amplificazione delle tue stesse forze! Valutale con la dovuta importanza.

3° Calcoli strategici.

Ora prendi calendario e calcolatrice!
Come vedrai, già da una prima ipotetica analisi SWOT, abbiamo raccolto moltissimi dati che ci mostrano le criticità e contemporaneamente potenziali buone soluzioni.
Il programma strategico prende forma solo quando si comincia a:
Definire i tempi, quantificare i costi e selezionare gli strumenti.
Generalmente tutte queste informazioni vengono raccolte in un unico Bussines Plan.
Un effettivo piano d’azione della durata di 3 o 5 anni.

Ora per formare una valida strategia, bisogna mettere in ordine gerarchico le priorità.
Non dimenticare la cosa più importante:
abbraccia le soluzioni più coerenti al tuo credo aziendale!

Es: Lola è una liutaia vecchio stile, non può abbattere i costi a discapito della qualità delle materie prime, ma è pur vero che la sua Vision è - rendere la musica a portata di tutte le mani- Quindi? Quale sarà il giusto compromesso…o la giusta strategia?

E poi e poi …
ci sarebbe ancora tantissimo da dire, ma sono stato fin troppo prolisso.
Fare strategia è un mestiere, io ho condiviso con te alcuni dei miei strumenti
per aiutare a porti le domande giuste, attivare un ingranaggio propositivo,
entrare nell'ottica del cambiamento possibile.

Spero di averti fatto capire con quale professionalità va affrontata la questione.

Se mi chiami per un buco sulla parete potrei star ore e ore a raccontarti delle punte del trapano e delle forze in gioco, ma tu vuoi un buco sulla parete o la storia del trapano?
Comincia a porti le domande giuste e vedrai che troverai le giuste soluzioni!

Parafrasando alla grande il noto slogan Pirelli:

Una buona idea non è nulla senza il pieno controllo strategico!

E abusando del mio parafrasare…

Una chiamata strategica allunga la vita.

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