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Metti al centro il tuo cliente

Mi alzo tutte le mattine e penso a te!
Vado a dormire e penso a te!
A fine mese penso a te …e molto a me.
Ma QUANTO ti penso cliente mio?
In realtà la domanda giusta sarebbe: COME ti penso cliente mio?

Un pensiero costante unidirezionale senza confronto è un’ossessione non un sano rapporto.
Ti invito a mettere al centro il tuo cliente con la giusta empatia.
Il cliente è in primis un essere umano come me e te, fallo sentire tale!
Tu sei cliente per altri. Tutti siamo clienti di tutti.
Cosa vuole il tuo cliente? Cosa vuoi tu? Chiediglielo e chieditelo!

Perché si fondi un sano rapporto, proseguo con la metafora del corteggiamento.
Considera il tuo cliente come tuo Partner consolidato.
Con lui passi almeno 8 ore al giorno, contribuisce indirettamente al pagamento delle tue spese e tutta la tua esperienza professionale è a servizio per soddisfare le sue richieste.
È senza dubbio una relazione importante!

Le relazioni però non vanno date per scontate, vanno coltivate con le giuste attenzioni.

Presentagli i TUOI …dello Staff
Raccontagli di Te e della tua azienda della tua storia.
Mostrati al tuo meglio! … ancor più importante: Mostrati sincero!
Fagli dei regali …promozioni mirate, sensibili alle sue esigenze!
Sorprendilo …piacevoli allestimenti, gradevoli motivetti e spot effetto Waw!
Fagli uno squillo quando torni a casa…a serranda chiusa, scrivi che stai bene, scrivi che lo pensi.
Ogni singolo cliente, attraverso il suo telefonino, scorrendo sul feed della home di Facebook, nel silenzio della sua casa, o nella pausa in ufficio, legge e osserva qualcosa su di te e sui tuoi prodotti e gli fa compagnia, ricordandogli che c’è qualcuno che sta scrivendo per lui.

Basta poco. Abbi rispetto per il tuo cliente.
Il rispetto si vede, ma soprattutto si percepisce in tante cose. Non sempre viene interpretato nel modo giusto, ma l’importante che sia chiaro a te e che tu ne sappia rispondere con cura.

Progettare pensando a lui/lei dalle fondamenta.

Un giorno, una donna in un ristorante, mi disse:
“Chi ha stabilito le normative per i bagni pubblici delle donne è stato sicuramente un uomo, che non si è minimamento posto la domanda di come le donne vadano in bagno. Il bagno delle donne è condiviso spesso con quello dei disabili, per cui i sanitari sono più alti e generalmente più spaziosi. Un uomo forse non sa (o non si pone il problema) che le donne fanno più difficoltà a non appoggiarsi in sanitari più alti e lo spazio più ampio non ha per loro nessun valore aggiuntivo se non dispongono di un fasciatoio …e poi perché il fasciatoio dovrebbe esser solo nel bagno delle donne? Perché i disabili non dovrebbero disporre della stessa suddivisione uomini/donne?”

Ecco, questo è un chiaro esempio di un progetto che non ha tenuto conto della sensibilità e della funzionalità di più del 75% !!! dei clienti coinvolti (donne, disabili, padri e bambini…ecc)

Per dare un’idea sulla stessa linea.
Negli ultimi anni, alcuni centri commerciali hanno adottato mini-water per bambini vicini al WC dei genitori, sia nel bagno degli uomini che nel bagno delle donne. Servizi e accortezze in più che trasmettono al cliente di esser ospitati in un ambiente progettato pensando a lui/lei/loro.

Attualità: Il primo patrimonio condiviso con il tuo cliente.

Concedimi il passaggio, poco delicato, dai WC al dolciario per evidenziare un altro aspetto importante in merito alla sensibilità e alla coerenza storico culturale.

Giorni fa, ero in macchina e alla radio passa un noto spot pubblicitario anni 80: “Non c’è Natale senza famigliari. Che fa la rima con _ _ _ _ _ARI”.  

Il noto Brand ha scelto di mantenere il suo famoso motivetto. Una rima ora dissonante. Canticchia “non c’è Natale senza famigliari” anche quando le restrizioni, la salute e il buon senso ha separato molte famiglie. Sicuramente dietro c’è un valido motivo, magari c’è stata la sana intenzione di mantenere spensieratezza, un brand immune agli eventi circostanti.
Ma si può rimanere veramente immuni agli eventi circostanti? Noi? la nostra azienda e i nostri clienti?

La tua azienda poggia basi in questo tempo storico e il tuo cliente vive influenzato dalle percezioni di questo momento.
Il presente, il piano culturale attuale di riferimento è il nostro primo punto in comune con i nostri clienti. Noi siamo qui e ora! Accanto a loro! Sappiamo cosa stanno passando, perché lo passiamo anche noi. Si parla di quello che sappiamo di entrambi, nel tentativo di non ignorare la sensibilità di nessuno.
Come in ogni relazione, l’egocentrismo e i suoi derivati, sono i più cattivi consiglieri.
Metti al centro il tuo cliente non il tuo brand sopra ogni cosa.
Per aiutarti, crea una bozza, un fumetto, del tuo cliente tipo.
Nel marketing, questo si chiama, creare la buyer personas.
Assegnagli dei dati anagrafici, un nome e comincia a progettare per Lui/Lei, costruiscilo/a credibile e poi fai di tutto per essere alla sua altezza!
Questa relazione è importante coltivala con amore ogni giorno.

Il marketing non è l’arte di trovare modi intelligenti per sbarazzarsi di quello che si produce. Il marketing è l’arte di creare un autentico valore per il cliente.

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